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giovedì 1 febbraio 2018

AGATA E LARA NELL'INTERVISTA SU SCINTILLE D'ANIMA







Ciao amici, in questa bella intervista di Loriana Lucciarini, curatrice del blog Scintille d'Anima, si parla della mia creatrice, Lara Zavatteri e anche del libro di Agata. Volete darci un'occhiata?
Leggete qui

Grazie a tutti e grazie a Loriana! 

martedì 31 ottobre 2017

LA STREGA AGATA

Ciao a tutti!
In tema con Halloween, lo sapete che anche di me pensavano che fossi un pò una strega? Nel libro infatti si racconta la mia storia, quella di una donna che decide, per anni, di vivere isolata.
Proprio questo mio isolamento crea intorno a me una sorta di mistero, tanto che mi credono una specie di strega, per l'appunto.
Grazie alla partecipazione ai funerali però la gente dovrà ricredersi...

Buon Halloween!
Agata

mercoledì 9 agosto 2017

LA BIENNALE INTERNAZIONALE DELL'UMORISMO DEDICATA A PAOLO VILLAGGIO


 http://www.ultimaedizione.eu/wp-content/uploads/2017/07/fantozzi-paolo-villaggio.jpg



Ciao a tutti!
Quest'estate dal 25 agosto si svolgerà la Biennale Internazionale dell'umorismo nell'arte che sarà dedicata alla memoria di Paolo Villaggio e del personaggio che gli ha regalato la fama, ovvero il ragionier Ugo Fantozzi. 
Per saperne di più su quest'evento dedicato all'umorismo vi invito a visitare la pagina al sito
BIENNALE UMORISMO

Nb. Grazie alla signora Elda che recentemente ha acquistato il mio libro, una lettrice che mi segue dallo scorso anno, spero che si divertirà leggendo le mie avventure. Per ridere, vi ricordo il mio libro "Agata.Come un funerale ti salva la vita". 

A presto!

Agata

mercoledì 12 aprile 2017

LA SIGNORA OLGA E I CONSIGLI COMUNALI-ESTRATTO DAL LIBRO AGATA COME UN FUNERALE TI SALVA LA VITA

Come promesso, ecco un piccolo estratto dal libro "Agata.Come un funerale ti salva la vita", qui con protagonista la signora Olga che, nonostante l'età, si ostinava a partecipare ai consigli comunali. Ma perchè? Scopriamolo insieme!

Siccome le gambe ancora la reggevano, faceva qualche passeggiata per il vicinato, faceva ancora la spesa da sé, scandalizzata per come i prezzi avevano subito un'impennata-mica costavano così i pomodori, nel Sessanta- le piaceva tra l'altro partecipare al consiglio comunale tanto per far clamore.
La signora Olga non capiva un'acca di quanto discutevano durante la riunione, ma le piaceva sedersi sulla poltroncina della sala, guardarsi attorno-gli altri, costernati, si domandavano cosa ci facesse un fossile del genere in quel posto-ma siccome la signora Olga un fossile non si sentiva, né si sarebbe mai sentita, faceva quello che le pareva. Sempre.
Sicché se ne stava seduta qualche ora, sperando di assistere a qualche zuffa. Non era raro che tra qualche consigliere di minoranza e uno di maggioranza-a volte più d'uno-volassero parolacce, a volte si arrivava alle mani su questo o quell'argomento per cui si avevano visioni diverse, ed erano quei momenti che divertivano la signora Olga. Perché starsene a casa a vedere polizieschi o ricostruzioni di omicidi per televisione, quando poteva vedere dal vivo una rissa, certe volte con qualche bel pugno sul naso? Avrebbe tanto voluto cacciarsi anche lei nella mischia-perché quando accadevano simili incidenti tutti si avvicinavano, un po' per distanziare i contendenti, un po' per dirne quattro anche loro-avrebbe voluto menar colpi anche lei, specialmente a chi non le stava simpatico-quasi tutti-ma sapeva che l'avrebbero messa a sedere in un attimo. Comunque, anche solo sentire parolacce e bestemmie da chi andava in chiesa tutte le domeniche, era già di per sé uno spasso. 


Per avere il libro rivolgetevi a Lara (larazavatteri@gmail.com) o lo trovate su Internet www.youcanprint.it, Ibs, inserendo il titolo, a Mezzana in val di Sole (Trentino) lo trovate in biblioteca da acquistare.  

lunedì 27 febbraio 2017

DOVE SONO FUGGITI DON ADOLFO E CLORINDA?

http://www.meteoweb.eu/wp-content/uploads/2016/04/moai-isola-di-pasqua.jpg


Cari amici
don Adolfo e Clorinda sono due protagonisti del libro Agata.Come un funerale ti salva la vita. Ecco dal libro, un micro estratto, ma dove saranno fuggiti?


Non si sapeva dove fossero fuggiti. Chi ipotizzava l'Isola di Pasqua, il Madagascar, la Cornovaglia, Capo Horn, Machu Picchu, la Foresta Amazzonica, con il prete che si faceva largo a colpi di machete nella giungla selvaggia, o tra cannibali appesi mani e piedi tramite funi ad un bastone, prima di essere gettati in un pentolone fumante.




A presto con altre novità!
Agata ;)

martedì 7 febbraio 2017

UN ALTRO PERSONAGGIO DEL LIBRO, IL SIGNOR ENEA

  Ciao a tutti, oggi ecco un'altra anticipazione del libro, con uno dei protagonisti, il signor Enea. Buona lettura!
Agata



Il signor Enea

In realtà di fotografi ce n'erano due, in paese, ma quasi tutti andavano dal signor Enea perché 1) aveva prezzi migliori e 2) le sue foto erano sempre più belle. I genitori del signor Enea, scomparsi da anni, da sempre raccontavano che l'origine di quel nome era l'incendio che, partito dal loro fienile-erano allevatori e vivevano ai margini del paese- si era propagato in fretta anche verso la loro casa. Stavano tutti dormendo, ma Enea uditi i muggiti delle vacche aveva immediatamente attaccato a urlare. La madre era subito uscita per cercare di liberare gli animali, che si salvarono per miracolo, ma il padre, che secondo il racconto era stato operato da poco ad una gamba, non riusciva a muoversi dal letto.
Fu a quel punto che iniziò la leggenda del signor Enea. Secondo i genitori il ragazzino, che aveva all'epoca sei anni, si era caricato il padre sulle spalle e l'aveva tratto in salvo, mentre la casa iniziava a bruciare.
Proprio come aveva fatto il mitico Enea caricandosi sulle spalle il padre Anchise, mentre la città di Troia bruciava.
Come avesse potuto, un ragazzino di soli sei anni, farsi carico di un omone di quasi un quintale e portarlo fuori casa, non lo sapeva nessuno. Si dimenticavano tutti, poi, che i nomi dei bambini si danno alla nascita, non dopo un fatto del genere, ma tutti ci passavano sopra e la maggior parte credeva a queste panzane.
La cosa reale era, invece, che il signor Enea era nato cieco, o meglio vedeva solo ombre davanti a sé e tuttavia era riuscito a diventare fotografo e, per giunta, a diventare pure molto bravo.
Per tutta la vita aveva vissuto nella casa da cui aveva tratto in salvo il padre, per chi voleva crederci, neanche a farlo apposta a poca distanza dall'altro fotografo, che non riusciva a capire come un non vedente potesse creare delle immagini più belle delle sue, che invece vedeva benissimo.
Il signor Enea spiegava che lui le fotografie le faceva “con il cuore” e che per quello gli riuscivano tanto bene.

“Cretinate!” gridava l'altro fotografo, adirato.

Fatto sta che il signor Enea si era fatto una clientela di tutto rispetto, non solo in zona ma anche online, dove vendeva foto di paesaggi, animali e quant'altro, anche su richiesta. Vedeva solo ombre, più chiare o più scure, ma ciò gli bastava per capire dove fosse il soggetto, come muovere la macchina e via discorrendo.

Tutta la gente del paese, tranne quelli che preferivano l'altro fotografo, più che altro per compassione-doveva pur vivere anche lui- si era fatta immortalare dal signor Enea o aveva stampato da lui le immagini più belle, vacanze, viaggi, passioni, hobby, animali, bellezze e bruttezze. Di tutto insomma. Il signor Enea vedeva solo i contorni, le ombre delle sue fotografie, quindi in realtà non le vedeva davvero, ma in qualche modo le percepiva, visto che le realizzava in modo tanto ammirevole.
Aveva curato anche delle mostre fotografiche, una sulle immondizie lasciate nelle aree di sosta dagli automobilisti, un'altra sulla vita e morte di una pantegana che viveva nei dintorni e che era morta, troppo sazia, seduta (il signor Enea l'aveva seguita per anni, udendo i suoi squittii), un'altra ancora sulle scritte lasciate sui muri e nei bagni pubblici, alcune delle quali avevano fatto arrossire non poco alcune donne della buon costume presenti all'inaugurazione.

Era un tipo eccentrico, ma tutti non si accorgevano più nemmeno della sua cecità. Sapevano che nonostante questa era in grado di fare di tutto-ci si era chiesti a lungo, invece, se le pantegane morissero tutte stando sedute- ed il signor Enea, pur contento di non esser mai stato considerato un disabile né mai trattato con pietà, per il suo ultimo viaggio aveva lasciato scritto una singolare richiesta.